La Natività sul lungomare di San Benedetto del Tronto

San Benedetto del Tronto – Gente d’A…Mare

San Benedetto del Tronto ha il carattere del mare:

il profumo di salsedine, le sfumature di blu della sua acqua, il sapore del Brodetto, il carattere paziente ed al contempo impetuoso dei suoi abitanti.

Domenica 26 giugno abbiamo passeggiato per San Benedetto del Tronto con il #sbtphotowalk organizzato da  Regione Marche, Social Media Team Marche, Vodafone Italia e Comune di San Benedetto del Tronto.

Accompagnati dalla nostra fantastica guida Lia siamo andati alla scoperta de

I saperi ed i sapori del Mare

I pescatori al porto di San Benedetto del Tronto

“Gli ardimentosi pescatori di San Benedetto del Tronto si spingono ovunque […] Sono così diversi da tutti gli altri delle Marche… da costituire una specie di colonia e di razza a parte.”

Guido Piovene, Viaggio in Italia 1957

Le retare

Negli anni ’30 San Benedetto del Tronto è un paese di pescatori ed i pescatori vivono principalmente nel Mandracchio, il quartiere storico.

San Benedetto del Tronto-il Mandracchio

La casa del pescatore si sviluppa in verticale, come spighe che crescono l’una accanto all’altra a formare un campo di mattoni e malta. Si entra dalla cucina, poi al piano superiore con la prima camera, e per un’altra scala su alla seconda camera e così via. E quando la casa non basta più nei suoi spazi il resto della vita si svolge sulla strada.

A 6 anni inizi a fare il garzone o ad aiutare la mamma nel riparare le reti.

Le vecchie case dei pescatori nel quartiere Mandracchio a San Benedetto del Tronto

Le case dei pescatori crescono in verticale

Già, perché fino agli anni ’50 del secolo scorso, il funaio, le retare ed i pescatori sono l’ossatura economica del paese.

Le retare, dopo aver accudito casa, marito e figli, scendono in strada ed una appresso all’altra riparano le reti da pesca con filo di canapa, nell’attesa (e nella speranza) che i mariti ritornino dalla giornata al largo, perché il mare dà sostentamento, ma si può portare via anche padri e figli.

San Benedetto del Tronto-le Retare nel Museo

E le retare attendono e cantano, canti d’amore e di nostalgia mentre con le abili mani intrecciano i fili e riparano le reti.
Nonne, madri, figlie.
Le spose portano al collo una collana. E più sono grandi i suoi grani, più ricco è stato il matrimonio.
Fra tanti grandi sacrifici di ogni giorno è un vanto il poter sfoggiare la propria rossa collana.

San Benedetto del Tronto-la Retara e la collana

“ Vu fa l’amore nghe mme?
Che sci scannate!
Sembre de ssu culore va vestete.
Ffaccete alla fenestre o spernacchiata,
maneche de padelle arrazzenete.

Cheste jé la strade de lu score
che Jase Creste ncià passate maje
che cià passate turche e fariseie
e tu bellina mmi come ci stai?”

Canti delle Retare di San Benedetto del Tronto

(Vuoi fare l’amore con me? / che tu sia sgozzata! / Sempre di questo colore vai vestita. / Affacciati alla finestra o spernacchiata, / manico di padella arrugginita.
Questa è la strada dell’oscurità / dove Gesù Cristo non passa mai / dove son passati turchi e farisei / e tu mia bella, come ti ci trovi?)

Approfondimento:

La retara sambenedettese  da pagina 59 a pag.63

Il Porto di San Benedetto del Tronto – la nascita di un mito

Subito alle spalle del Mandracchio è l’Antica via dell’Ancoraggio, una linea che unisce i due simboli della città: il faro sul mare, simbolo della vita marinara ed il torrione della città alta, dove si svolgeva la vita ricca degli artigiani e commercianti. Due “torri”, due stili di vita che non si incontravano, pur nella stessa cittadina.

Fino alla fine dell’800 le barche ammarano direttamente sull’arenile.
I pescatori son gente povera che per preservare il “vestito buono” e con pochi soldi per comprarne uno “da lavoro” pescano come mamma li ha fatti.

Sebbene in mare sia il dress code più adatto, lo è un po’ meno sulla terra ferma, specialmente se in spiaggia sono comparsi i primi turisti, quelli che vanno “a prendere il bagno” vestiti da capo  piedi.
Così, nel 1860 l’Amministrazione stabilisce che non si può più attraccare in spiaggia ed inizia la costruzione del porto.

Il Porto oggi, con più di 200 pescherecci tra piccoli, grandi e lampare rimane una delle flotte italiane più importanti.

Il Brodetto alla Sanbenedettese

San Benedetto del Tronto è andata alla conquista del mondo con le sue barche, dal piccolo Adriatico ha conquistato il Mediterraneo e poi e est fino all’Oceano Indiano.
Il suo sviluppo lo deve al carattere schietto e deciso dei suoi abitanti, così come schietto e deciso è il suo brodetto.

Poesia sugli Ardimentosi pescatori di San Benedetto del Tronto

Poesia sugli Ardimentosi pescatori di San Benedetto del Tronto

Il tipico piatto sanbenedettese ha un carattere semplice e senza tanti fronzoli che si distingue dagli altri brodetti per la sua ricetta senza “rosso”.

Al confronto gli altri brodetti che col pomodoro e pesci pregiati sono semplici “zuppe”.

Questo è quanto asserisce Federico Palestini, chef dell’ “Osteria Caserma Guelfa” e “Nudo e Crudo” mentre ci racconta del suo Brodetto alla Sanbenedettese.

San Benedetto del Tronto-Chef Federico Palestini

Lo Chef Federico Palestini di Nudo e Crudo a San Benedetto del Tronto

“Ce ne sono di 3 tipi:
quello del pescatore cotto direttamente sulla barca con il pescato della giornata,
quello (forse il più buono) preparato in casa, ognuno con la sua ricetta originale,
quello dei ristoranti, altrettanto buono ma con aggiunte fantasiose rispetto all’originale.”

Il Brodetto, quello DOC, è il piatto dei pescatori che si preparano mentre sono in mare con il pescato povero che non possono rivendere, per cui a volte i pesci ci mettono 10 varietà di pesce, ma altre 5 o addirittura 1, a seconda della generosità del mare.

Il vero brodetto richiede quindi pesci semplici e cotture veloci.

San Benedetto del Tronto-Il Brodetto alla Sanbenedettese

Si inizia dalla cipolla in abbondante olio. La fai soffriggere piano piano, poi adagi la seppia pulita fino a che non tira bene – allungare con un po’ di acqua calda se serve.
Quando la seppia è di un bel color bronzo aggiungi mezzo peperone ed un pomodoro (cuore di bue) verde. Innaffi con 1 bicchiere di vino bianco ed uno di aceto e riporti a bollore fino a cuocere le verdure. Riabbassi poi la fiamma e pian piano aggiungi gli altri pesci, coda di rospo, mazzolina, razza chiodata, gattuccio, tagliato a pezzi grandi con lische e tutto in modo che durante la cottura rimangano belli sodi.

Il sapore è quello un po’ asprigno di chi è abituato alla vita dura, con l’aceto ed il pomodoro verde,  ma in fondo con la punta di dolce del peperone.

Accompagnato da un buon bicchiere di bianco, magari una passerina locale, il Brodetto alla Sanbenedettese sazia pancia ed anima al contempo.

Approfondimento

Il disciplinare del Brodetto alla Sanbenedettese >>

Due passi in un’opera d’arte

Tra passato ed innovazione San Benedetto del Tronto è un inno al suo mare.
Così come Michelangelo vedeva nella pietra la sua scultura, il Sanbenedettese ha visto l’opera d’arte nella sua passeggiata al mare ed
ha trasformato il molo sud nel Museo d’Arte sul Mare (MAM).

San Benedetto del Tronto-il MAM

Gli scogli sono diventati sculture nelle mani di artisti internazionali che li hanno incisi e plasmati durante le XX edizioni di “Scultura viva”.

San Benedetto del Tronto-il MAM

Gli scogli diventano “Scultura Viva” al MAM – Museo Arte Mare – San Benedetto del Tronto

Il gabbiano Jonathan, librato in un cerchio azzurro che unisce simbolicamente cielo e mare assurge a simbolo di libertà e tenacia, un omaggio di Mario Lupo alle genti di questi luoghi. La vela, in travertino bianco rappresenta la marineria in tutta la sua forza. La Natività che guarda verso l’infinito azzurro è posta a protezione dei pescherecci e dei marinai mentre sovrasta il Presepe subacqueo ai suoi piedi.

San Benedetto del Tronto-la Natività

La Natività rivolge il suo sguardo al mare

Approfondimento

MAM >>

Museo del Mare di San Benedetto del Tronto >>

L’Asta del Pesce

Negli anni ’30 San Benedetto del Tronto conta oltre 70.000 quintali di pescato.
Un numero così consistente richiede un adeguamento del mercato ittico e della sua Asta del Pesce.

San Benedetto del Tronto-l'Asta del pesce

La storica asta del Pesce di San Benedetto del Tronto

Nata nel 1935, come asta unicamente all’ingrosso, già alla sua fondazione è una delle più importanti dell’Adriatico.

“Oggi è fatto tutto in maniera automatizzata” ci dicono, ma quando entri in quest’arena circondata da sedie, ognuna dotata del suo pulsantino per bloccare il giusto prezzo, ti senti sospeso in un’atmosfera tra l’arena dei gladiatori ed il teatro. E ti immagini proprio le urla ed i richiami per a giudicarsi il lotto di pesce che serve alle tue cucine, al miglior prezzo. Già, perché l’Asta del Pesce funziona al ribasso.

Approfondimento:

Scopri cosa succede all’asta del pesce di San Benedetto con questo video di Riviera Oggi.

Asta del Pesce guarda il video >>

San Benedetto del Tronto ed il Mare

“un inno al dono di Dio, al mare, questo grande amico che è vita per la riviera” Ugo Nespolo

A San Benedetto abbiamo visto le Retare all’opera con gesti precisi e veloci movimenti ereditati dalle mamme e dalle nonne, ascoltato il loro canto, gustato il sorprendente Brodetto originale, respirato l’odore del mare e del porto che unisce salsedine e pesce in un profumo che sa di nostalgia per noi che al mare ci siamo nati.

Abbiamo spinto il nostro sguardo verso l’infinito insieme alla Madonna della Natività, e passeggiato all’ombra di 8000 palme.
Abbiamo respirato ovunque il passato ed il presente che si mescolano, l’orgoglio e l’onore di un popolo che si è spinto oltre le sue frontiere seguendo le linee del mare così come il gabbiano Jonathan le linee del vento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.